giovedì 25 giugno 2009

4 LUGLIO: GIORNATA DELL’INDIPENDENZA DI VICENZA

Alla vigilia del G8 e dell’arrivo in Italia di Obama i No Dal Molin invitano tutte e tutti a Vicenza per liberare il Dal Molin dalla nuova base di guerra

4 luglio 2009 a Vicenza,

restituiamo il Dal Molin ai cittadini
Indipendenza, dignità, partecipazione:
la terra si ribella alle basi di guerra.


Da Brescia si partirà in treno per partecipare alla manifestazione di Vicenza.

L’appuntamento è alle ore 12.00 di sabato 4 luglio in Stazione.

Per info e prenotazioni : Radio Onda d’Urto 030.45670

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mercoledì 10 giugno 2009

Le foto di Berlusconi a Villa Certosa pubblicate da 'El Pais' censurate in Italia

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giovedì 28 maggio 2009

Verona: cariche della polizia in piazza Dante

Video

Mercoledì 27 maggio in Piazza Dante, a Verona, si è verificato un fatto vergognoso e inaccettabile.

Sono le 22.00. Come ogni mercoledì da un po' a questa parte, la piazza
si riempie di vita. Ragazze e ragazzi, cittadine e cittadini, turisti
e passanti si incrociano e spontaneamente si fermano in piazza a bersi
una birretta, fare due chiacchere, suonare, cantare.. Vuoi per la
pioggia del pomeriggio che ha impigrito qualcuno, vuoi per la partita
in champions league, c'è un po' meno gente del solito: siamo poco più
di un centinaio di persone. Come sempre l'atmosfera è bella rilassata.

Verso le 23.45 si presentano in piazza quattro volanti della polizia
municipale per identificare e sanzionare due ragazzi che a quell'ora
stavano suonando il tamburo. Dopo qualche minuto di accesa
discussione, la situazione torna tranquilla. Parte spontanea una
colletta per aiutare i due a coprire la cifra necessaria al pagamento
della multa. Qualcuno commenta ironicamente l'intervento degli agenti,
altri chiaccherano sereni ignorandone la presenza, altri disegnano con
i gessetti colorati. La tensione sfuma velocemente e tutto torna
tranquillo. Nonostante questo le quattro volanti rimangono accampate
nella piazza per altri quaranta minuti. Motore acceso, fari puntati.
Ai lati gli agenti camminano avanti e indietro nervosamente.
Con loro a monitorare la situazione, sono presenti vicequestore, vice
capo della digos, un numero imprecisato di agenti con ricetrasmittenti e telecamere.
Alla crescente curiosità di qualche ragazzo che li interroga sul senso
della loro presenza, un vigile si decide a rispondere: "Questi sono
gli ordini; nel caso siamo pronti a caricare". La voce rimbalza nella
piazza ma pare una semplice provocazione. Nessuno gli da più di tanto
peso. E' "normale".

Qualche minuto dopo, succede qualcosa che ha dell'incredibile. Attorno
alla 00.30 dalla loro postazione si sganciano, guanti alle mani, 6/7
vigili guidati dal vice comandante. Si dirigono decisi verso un angolo
della piazza dove si scopre che un "criminale" sta strimpellando una
chitarra in compagnia di un amico. Tanto è il frastuono che nessuno in
piazza se ne è praticamente accorto. Ma gli agenti proseguono
implacabili e minacciosi accerchiano il ragazzo che accortosi del loro
arrivo, sbalordito, prontamente smette di suonare.

Ecco applicata l'ordinanza con la quale il sindaco vieta l'uso di
strumenti musicali dopo le 22.00.
Davanti a tutte e tutti si concretizza l'assurdità di un provvedimento
che in nome della quiete pubblica va a colpire un ragazzo che certo non sta disturbando nessuno, tanto che il suono della sua chitarra
è coperto dalle chiacchere della piazza. Spontaneamente, qualche amico
gli si avvicina per capire cosa sta succedendo. I vigili si fanno
subito minacciosi chiedendo i documenti a chiunque rivolga loro la
parola.
Molti chiaramente si rifiutano di farlo non ritenendo loro imputabile
alcuna infrazione.
Non hanno fatto nulla di più che qualche domanda. Di punto in bianco
gli agenti, tenendo il musicista stretto in una morsa, iniziano a
spintonare per liberarsi dal capannello di amici e curiosi che gli si
è creato attorno ed avvicinarsi alle volanti. Qualcuno viene
scaraventato a terra tra le proteste dei più. E' il caos.

Questione di un minuto da dietro la prefettura arrivano in Piazza
Dante 3/4 camionette della celere e una macchina dei carabinieri, che evidentemente aspettavano il segnale posizionate nelle vicinanze.
Dalle camionette scendono con casco e manganello in mano una decina di
celerini che subito si lanciano verso i colleghi della municipale menando a casaccio. Nella piazza è il panico, si alzano grida di paura e denuncia. Si cerca di capire se c'è finito di mezzo l'amico, l'amica. Si grida: "vergogna!"
Celere e vigili trascinano dietro le volanti due ragazzi, due studenti.
Uno di questi viene colpito più volte al costato, al viso, strattonato
per i capelli, sbattuto a terra ed infine caricato su una volante per
essere accompagnato, insieme all'altro, in questura. Il tutto è
testimoniato dalle decine di persone presenti ed è ben documentato
nelle foto e nei diversi video che sono stati girati.
Sul momento non viene resa nota alcuna imputazione. Una ragazza piange. Uno dei due è il suo ragazzo. Non la lasciano avvicinarsi. Davanti a lei una fila di celerini, vigili ed agenti della digos.

In piazza sono tutti scioccati per quello che hanno visto davanti ai loro occhi.
Una cinquantina decidono di partire insieme a piedi e raggiungere la questura.
Ad aspettarli è schierata una fila di celere. Sono ormai le 2.00. La
situazione è surreale.
Arrivano altri ragazzi a portare la loro solidarietà. Voci danno per
imminente la liberazione dei due.
Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale con aggravante e
rifiuto di fornire i documenti, sempre con aggravante.

Dopo circa una mezzora gli amici possono finalmente riabbracciarli.
Uno ha addosso tutti i segni delle percosse: la schiena e il costato segnati
dai lividi, un occhio gonfio, un evidente "buco" nella testa causato
dallo strappo di una ciocca di capelli.

Pensiamo che queste cose non possano accadere in un Paese che si dice libero.
Ci sembra chiaro che nella nostra città in particolare ci sia
un'emergenza democratica.
Non permetteremo che cose simili accadano nuovamente.

Ivitiamo tutte e tutti a partecipare questo sabato, 30 Maggio ad una
manifestazione, un presidio rumoroso, assordante, in Piazza Dante per denunciare pubblicamente la violenza fisica e psicologica subita gratuitamente da molti giovani studenti e cittadini mercoledì sera,
l'increscioso comportamento delle forze dell'ordine, e portare alla
luce l'assurdità di una politica cieca, aggressiva, autoritaria.

PER DIFENDERE UNO SPAZIO DI SOCIALITA', DI CONFRONTO, DI COLORE, DI VITA.
PER CONDANNARE AUTORITARISMO E REPRESSIONE.
PER ROMPERE CON LA MUSICA IL SILENZIO A CUI SI VUOLE RIDOTTA
OGNI FORMA DI ESPRESSIONE E DISSENSO IN QUESTA CITTA'.

SABATO 30 MAGGIO ORE 17.00
TUTTE E TUTTI IN PIAZZA DANTE
Musicisti, ballerini, giocolieri, liberi cittadine e cittadini, ragazze e ragazzi,
studentesse e studenti, nonnine e nonnini, mamme, papà, bambini,
bambine: rispondiamo uniti, insieme alla scura deriva sociale e culturale a cui i politicanti di questa città ci stanno trascinando.

Portiamoci il tamburo, la chitarra, l'arpa, la tromba, la fisarmonica,
il violino, pentole e coperchi, campanellini, uno strumento qualsiasi.
Andiamo a suonare e gridare la nostra indignazione e la nostra rabbia
in piazza.

Butele e Butei in direzione ostinata e contraria.

"Con il suono delle dita si combatte una battaglia
che ci porta sulle strade della gente che sa amare"
Area

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lunedì 6 aprile 2009

18 aprile : Sicuri dei nostri diritti contro la loro “sicurezza”

Ogni giorno ministri, partiti politici e sindaci (con i mezzi di informazione a rimorchio) ci raccontano che sono gli immigrati il vero problema italiano, il pericolo pubblico del nostro paese. Usano la paura come principale fonte di voti e di consensi, come strumento privilegiato di comando sulla società e di salvaguardia dei propri interessi e privilegi. Promulgano leggi razziali che rendono ancora più ricattabili e precari i migranti, colpendo anche la sicurezza sociale di tutte e tutti.

Hanno questo effetto la legge Bossi-Fini, il “pacchetto sicurezza”, l’esclusione dei non italiani residenti da bonus e ammortizzatori sociali, la trasformazione della clandestinità in reato, l’obbligo per i medici di denunciare chi non ha un permesso di soggiorno, il divieto di iscrivere all’anagrafe i neonati figli di genitori senza permesso, il prolungamento a sei mesi della detenzione degli immigrati irregolari nelle galere etniche ribattezzate CIE (i centri di identificazione ed espulsione, gli ex CPT).

Per gli uomini e le donne che non si lasciano intontire dall’“emergenza immigrazione” e che invece chiedono giustizia sociale, protestano e si mobilitano per far pagare la crisi (anche a Brescia i disoccupati sono raddoppiati e dilaga la cassaintegrazione) non agli ultimi fra gli ultimi ma ai banchieri, agli imprenditori e ai governanti che l’hanno provocata, la risposta è semplice: è vietato protestare, è vietato organizzarsi e pretendere diritti ed uguaglianza.

Vogliono sostanzialmente cancellare il diritto di sciopero (con la trovata dello “sciopero virtuale”), partendo dai lavoratori del trasporto pubblico e prendendo a pretesto la mobilità dei cittadini. Sempre più spesso le iniziative di lotta degli studenti per la salvaguardia del diritto all’istruzione e la resistenza dei lavoratori di fronte ai licenziamenti, o per la difesa del proprio salario, vengono attaccate dalle forze dell’ordine. Inoltre, proprio in tempi di mobilitazioni nelle scuole e nelle università, il voto in condotta diventa giudizio determinante e quanto mai arbitrario.

L’imperativo è il controllo sociale: la videosorveglianza arriva ovunque, si moltiplicano i corpi di polizia, si istituzionalizzano le ronde leghiste e ricevono legittimazione dall’alto persino i “bravi ragazzi italiani”, organizzati in squadracce fasciste, che da tempo in varie città aggrediscono, fino ad ammazzare, immigrati, studenti e attivisti di sinistra. I sindaci della paura spingono l’ossessione securitaria fino alla proibizione dei comportamenti più innocui di coloro che vogliono vivere le vie, le piazze e i parchi pubblici (ad esempio mangiando un panino, bevendo una birra, giocando o solo sedendosi su una panchina…).

Succede anche nella nostra città, dove l’Amministrazione Paroli-Rolfi toglie le panchine da piazza Rovetta, mette divieti ovunque (anche contro il diritto a manifestare), annuncia la costruzione di un carcere per immigrati irregolari (CIE). Arriva persino a rimangiarsi la decisione di concedere un bonus di 1000 euro a tutti i neonati, pur di non darlo anche ai figli di cittadini immigrati, come invece le impongono la Costituzione e i ripetuti pronunciamenti della magistratura. Tutto questo nel nome della sicurezza, del decoro urbano, della lotta al degrado.

Brescia sarà anche quest’anno, a metà aprile, la città di EXA, la terza esposizione al mondo di armi leggere, l’unica che non mette alcun limite di accesso al pubblico, nemmeno ai bambini. Con il solito accattivante invito ad armarsi tutti un po’ per sport e un po’ per difendersi meglio, saranno messe in vetrina le cosiddette armi “leggere”, in realtà armi utilizzate anche negli scenari di guerra.

Facciamo appello ai movimenti, alle associazioni, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai migranti e alle migranti, agli studenti e alle studentesse, ai cittadini e alle cittadine perché Brescia e la provincia non siano il laboratorio della paura, del controllo sociale, del razzismo.

Per costruire insieme una grande mobilitazione e una grande manifestazione

sabato 18 aprile 2009

che attraversi per le vie del centro della città e affermi con determinazione e convinzione che libertà, giustizia, dignità e diritti devono essere per tutti e per tutte.


Kollettivo Studenti in lotta - C.S. Magazzino 47 - Associazione Diritti per tutti - Confederazione Cobas SLO (studenti lavoratori organizzati) - Radio Onda d’Urto - Sinistra Critica - Centro Sociale 28 maggio SdL Intercategoriale - Rete antifascista provinciale - Associazione Rivolta Kulturale Basso Garda

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martedì 3 marzo 2009

Comunicato e video corteo Antifa Bergamo

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domenica 1 marzo 2009

Forza Nuova sfila a Bergamo... e la Polizia ci carica

Violente cariche e una sessantina di compagni in stato di fermo ieri a Bergamo durante la manifestazione indetta per protestare contro l'apertura della sede provinciale di Forza Nuova.
Mentre la sfilata dei fascisti, con caschi, bastoni e preti a benedirli, si svolgeva indisturbata, la polizia ha violentemente caricato la manifestazione di noi compagni che ci stavamo dirigendo verso la Stazione.
Un gruppo di 50 ragazzi hanno avuto uno scontro con la polizia e all'arrivo nostro (10 compagni di Brescia), la polizia ha iniziato a caricare anche noi.
I segni del pestaggio sono ancora visibili su molti di noi e un compagno colpevole solo di essersi avvicinato è stato brutalmente colpito dopo essere caduto a terra, durante la corsa nel traffico, inseguiti dalla polizia.
Una sessantina di compagni sono stati fermati e condotti in questura ma, dai diretti interessati sappiamo che molti sono già stati rilasciati, sembra invece essere confermata la voce di tre arresti.

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giovedì 26 febbraio 2009

Le ronde, ovvero governare sulla base dei sondaggi

"Ronde cittadine " titolava ieri il quotidiano spagnolo El Pais con sottotitolo "L'ultima idea di Berlusconi per combattere l'insicurezza criminalizza l'immigrazione".

"La tentazione di governare in base ai sondaggi d'opinione è sempre più diffusa nelle democrazie rappresentative", osserva il quotidiano spagnolo sottolineando come "sia ancora più attraente quando, come Silvio Berlusconi, si cavalca l'onda della popolarità. E possa essere irresistibile quando, come succede in Italia, il governo non ha un'opposizione degna di questo nome".

Uno dei cavalli di battaglia della coalizione al governo è "l'insicurezza nelle città, che sia reale o percepita". E' stato mandato l'esercito nelle città e, ora, è stato approvato un decreto d'urgenza che rinforza le pene contro la violenza sessuale e l'immigrazione illegale.

L'articolo sottolinea però come all'origine di questi provvedimenti "non vi sia un aumento dei reati sessuali in Italia che, al contrario, sono diminuiti lo scorso anno del 10%" ma la sequenza di episodi, "attribuiti ad immigrati", che hanno "commosso l'opinione pubblica e provocato le ritorsioni verso alcuni di essi, soprattutto rumeni".

Il provvedimento più controverso riguarda la formazione di ronde cittadine, "un vecchio cavallo di battaglia della xenofoba Lega Nord", nonostante, o forse proprio perchè, comporti "l'inevitabile criminalizzazione implicita dell'immigrato".

In chiusura, El Pais lancia il suo attacco: "l'uso interessato del binomio delinquenza - immigrazione oltre ad essere potenzialmente esplosivo è incompatibile con uno stato democratico. La serenità e il rigore non sono il punto forte di Berlusconi che ha fatto dell'impeto emotivo uno dei suoi marchi di fabbrica come politico".
"

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mercoledì 18 febbraio 2009

Sabato 28 febbraio ricacciamo i fascisti nelle fogne

sabato 28 febbraio forza nuova tenterà di aprire una sede a bergamo in via bonomelli. siccome da soli non riuscirebbero hanno chiamato camerati da tutta italia e anche il loro capo roberto fiore.
si stanno organizzando mobilitazioni per impedire l'apertura di questa sede
info maggiori anche WWW.PACIPACIANA.ORG

FORZA NUOVA E NUOVE LEGGI FASCISTE: MENO LIBERTÀ E SICUREZZA PER TUTTI. Sabato 28 febbraio Forza Nuova, partito neofascista, tenterà di aprire una sede a Bergamo, in via Bonomelli 13.Dopo la mobilitazione cittadina che li ha costretti a rimandare l'inaugurazione, prevista originariamente il 7 febbraio, i fascisti hanno richesto l'aiuto di tutti i loro camerati presenti sul territorio nazionale, guidati dal segretario nazionale ed ex terrorista nero Roberto Fiore. Numerosi sono i delitti e le aggressioni riconducibili a membri di questo partito: nel 2004 a Bari 14 militanti vengono arrestati per una decina di aggressioni, nel 2007 a Rimini tutti i militanti della locale sezione vengono arrestati con l’accusa di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, nel 2008 a Treviso 11 militanti vengono arrestati per associazione sovvervisa. Non ultimo, nell’omicidio di Nicola Tommasoli, uno dei 4 accusati è risultato essere militante di Forza Nuova. Inoltre questo partito si ispira dichiaratamente alla figura di Corneliu Codreanu, basta vedere il sito che ospita il forum di Forza Nuova Bergamo che ne utilizza il volto come sfondo.Codreanu filonazista romeno degli anni 30, fondò la Guardia di Ferro, i cui membri furono i responsabili del pogrom di Bucarest in cui morirono centinaia di ebrei, nei modi più atroci: alcuni di essi vennero ammassati nel macello cittadino, squartati e appesi ai ganci con al collo il cartello “carne ebrea”.. Sappiamo che Forza Nuova è solo l'espressione più becera e ridicola di un fascismo divenuto normalità, in una società dove la libertà è sempre più minacciata dalla paura e la parola "sicurezza" è divenuta sinonimo di "stato di polizia". Con l'approvazione da parte del Senato del disegno di legge 733, noto come "pacchetto sicurezza", la politica dell'emergenza e dell'allarme sociale ha ricevuto la propria consacrazione. Le nuove norme prevedono la legalizzazione delle ronde, a fianco della polizia e delle forze armate; consentono ai medici di denunciare i pazienti che si rivolgono a loro per farsi curare, se non in regola con il permesso di soggiorno; rendono quasi impossibile per un migrante ricongiungersi con la propria famiglia, ottenere la residenza nel comune in cui vive, farsi riconoscere lo status di rifugiato politico; permettono ai sindaci di chiudere locali pubblici in modo arbitrario, e di avere poteri di polizia; cancellano la libertà di espressione sul web tramite la chiusura di siti per presunti reati d'opinione, anche non provati. Forza Nuova può esistere solo grazie a questo stato di cose, essendo strumentale ad un disegno che prevede la repressione del dissenso e la trasformazione dei migranti in capri espiatori che devino la rabbia della gente dai responsabili della crisi economica e del crollo di un intero sistema finanziario e politico. Riteniamo che l'intera cittadinanza debba essere coinvolta nella risposta alla presenza a Bergamo di questi squallidi personaggi.Per questo indiciamo una mobilitazione antifascista per sabato 28 febbraio. Rivolgiamo l'appello alla cittadinanza, alle realtà, ai soggetti, ancheda fuori città.Bergamo è antifascista.

Antifasciste/e Bergamasche/i

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