lunedì 1 dicembre 2008

Il Bagatta e il costo penale della protesta


In seguito all'approvazione delle leggi 133 e 137 e alle mobilitazioni nazionali che hanno interessato scuole superiori ed università anche nella zona del basso garda bresciano, diversi studenti hanno deciso di mettersi in gioco e di dar forma al malcontento presente fra i ragazzi.
A Desenzano, il movimento studentesco sorto in occasione della manifestazione del 30 ottobre, ha presentato un programma di autogestione che solo al liceo Bagatta ha ottenuto 320 adesioni tramite una raccolta firme in un momento assembleare. Sembrava, infatti, che questa potesse trasformarsi in un'ottima occasione per dimostrare il nostro interesse in un clima di collaborazione tra studenti e professori, uniti dalla stessa voglia di partecipare.
Teniamo a ricordare che l'autogestione non avrebbe compromesso il regolare svolgimento delle lezioni, in quanto avrebbe interessato solo una piccola parte dell'edificio.
Nonostante queste premesse gli studenti sono stati ripetutamente scoraggiati da parte della dirigenza a partecipare a questa protesta costruttiva con minacce quali l'intervento della pubblica sicurezza e conseguenze penali per gli eventuali partecipanti.
Il 25 novembre 2008, l'autogestione si è risolta impedendo a noi studenti interessati (non più di 30) di entrare a scuola e, ad attenderci abbiamo trovato una scritta inneggiante al fascismo contro l'autogestione. Questo come risultato della lunga campagna portata avanti con insistenza in questo periodo, che ha forviato e intimorito buona parte degli studenti che volentieri avrebbero aderito.
Siamo delusi da questo fallimento poichè, evidentemente, non è stata compresa la nostra protesta, che si presentava apartitica e mirava a coinvolgere quanti più studenti possibili, al di là delle divisioni politiche. Le croci celtiche presenti sul muro della scuola, oltre ad essere altamente offensive per il nostro Liceo e in generale per il nostro Paese, sono un segno evidente di questa incomprensione.
Noi, MOVIMENTE STUDENTESCO DESENZANESE, non intendiamo fermarci dopo qesto primo tentativo; le minacce fasciste non ci impediranno di proseguire in questo momento di lotta, ma piuttosto sono una ulteriore conferma della sua necessità.

Movimento Studentesco Desenzanese

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